Edward Haiek - miodottore.it
Mercoledì, 23 Gennaio 2013 12:18

Gravidanza che emozione

Nella scelta del ginecologo è fondamentale il rapporto di fiducia e di stima nei confronti del professionista, a prescindere dal luogo in cui il medico lavora. Ci sono però alcune situazioni specifiche di patologie materne o di rischio per il feto che possono indicare l’opportunità, se non la necessità, di rivolgersi a professionisti che lavorano in strutture di terzo livello. Ovvero in strutture dove sono disponibili i servizi di diagnosi prenatale, consulenze genetiche o consulenze con altri specialisti che possono risolvere in modo più efficace e tempestivo eventuali incertezze o dubbi sul prosequio della gravidanza”.

La prima visita dovrebbe essere fatta tra la sesta e l’ottava settimana. Non prima della sesta settimana e meglio non dopo l’ottava. Prima della sesta settimana non sarebbe possibile identificare con un’ecografia la presenza di una gravidanza in utero e un battito cardiaco fetale presente. Dopo l’ottava settimana invece potrebbero sfuggire alcune situazioni specifiche della gravidanza, come la gravidanza extrauterina o la gravidanza molare.

Non aspettare troppo è opportuno anche perché la coppia può avere tutte le informazioni sulla diagnosi prenatale e ha il tempo di elaborarle e discuterle, per poter fare una scelta il più possibile ragionata e consapevole. È bene fare all’inizio della gravidanza determinati esami del sangue che potrebbero mettere in luce alcuni elementi di rischio. Elementi che è meglio sapere tempestivamente.

Durante la prima visita, il ginecologo deve: ricostruire l’anamnesi della paziente, ossia la storia della mamma e della famiglia, prescrivere gli esami del sangue, prescrivere l’esame delle urine, verificare quando è stato fatto il Pap test, la visita ginecologica, l’ecografia, ecc.

 

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