Edward Haiek - miodottore.it
Giovedì, 17 Gennaio 2013 15:11

Rapporto di fiducia tra medico e paziente

Il rapporto medico-paziente è caratterizzato da diversi aspetti che riguardano un peculiare rapporto di professionalità e fiducia, nell’ambito del quale si innestano, per esempio, la richiesta del paziente di vedersi assistito e curato nella sua salute, l’offerta di una terapia, la formulazione di una diagnosi e così via. Proprio in relazione a ciascuno di tali profili, emergono le più diverse tematiche e problematiche di carattere medico-scientifico, psicologico, economico, particolarmente con riferimento all’aspetto della prestazione di assistenza sanitaria.

A questo proposito, il rapporto medico-paziente si configura come prestazione intellettuale la cui disciplina è contenuta nel codice civile agli artt. 2229 e seguenti.

Sebbene il codice preveda espressamente la fattispecie di "prestazione d’opera intellettuale" (art. 2230, c.c.), non risulta agevole definire in un quadro unitario la disciplina dell’esercizio delle professioni intellettuali.

La giurisprudenza ha proceduto all’applicazione al caso della responsabilità medica di due disposizioni aventi carattere generale e relative a tutte le professioni intellettuali: si tratta dell’art. 1176, secondo comma, c.c. che dispone che "nell’adempimento delle obbligazioni inerenti all’esercizio di una attività professionale la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell’attività esercitata", e dell’art. 2236 c.c. che dispone che "se la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, il prestatore d’opera non risponde dei danni, se non in caso di dolo o di colpa grave".

In linea generale, per affermare la responsabilità del medico nel determinare un danno alla persona del paziente, è necessaria la presenza di due elementi: da un lato, il nesso causale tra il comportamento del medico ed il danno subito dal paziente, dall’altro la condotta imputabile del medico stesso.

La prima visita: le aspettative delle pazienti

Aspetti ritenuti “molto importanti” da > 50% delle pazienti:

  1. Garantire la massima riservatezza sulle informazioni;
  2. Essere in grado di intervenire rapidamente in caso di urgenza;
  3. Utilizzare termini semplici e chiari per aiutare a comprendere le informazioni riguardanti la salute;
  4. Inviare da un altro specialista quando vi siano ragioni per farlo;
  5. Valutare in modo critico l’utilità degli esami clinici e strumentali;


Aspetti ritenuti “importanti” da > 50% delle pazienti:

  1. Essere consapevole che è sempre necessario il consenso della paziente riguardo l’esecuzione di esami e terapie;
  2. Avere la possibilità di prendere un appuntamento con il ginecologo nel giro di poco tempo;
  3. Poter facilmente parlare per telefono con il proprio ginecologo;
  4. Alleviare rapidamente i sintomi legati alle comuni malattie ginecologiche e non;
  5. Guidare la paziente nella relazione con un altro specialista o l’ospedale;
  6. Durante la visita il ginecologo dovrebbe avere tempo per ascoltare, parlare e fornire spiegazioni;
  7. Poter eseguire nel proprio studio interventi di chirurgia ambulatoriale;
  8. Coordinare i vari tipi di cure cui la paziente viene sottoposta;
  9. Acconsentire ad un altro parere da parte di un altro specialista;
  10. Essere pronto a discutere gli accertamenti ed i trattamenti che desidero;
  11. Essere disponibile a controllare regolarmente lo stato di salute della paziente;
  12. G u i d a r e  la paziente nell’assumere correttamente le medicine;
  13. Nutrire un reale interesse verso la paziente come persona inserita in un determinato contesto;

 

Aspetti ritenuti “poco importanti” dalla maggioranza delle pazienti:

  • Rispettare la decisione della paziente di rivolgersi alle “cure alternative”;

 

Aspetti ritenuti “non importanti” dalla maggioranza delle pazienti:

  • Aiutare il paziente a comprendere le informazioni riguardanti la sua salute, anche utilizzando termini dialettali;

Ginecologia: per saperne di più...

Area Utenti