Edward Haiek - miodottore.it

In questo Studio si tratta, di fatto, la ginecologia psicosomatica, che ha una sua precisa collocazione nell'ambito della specialità ostetrico-ginecologica. Essa studia, come indica il suo nome, l'interazione tra mente e corpo nelle diverse patologie ostetriche e ginecologiche. Ma può essere anche considerata come uno sguardo più ampio alle diverse affezioni della donna dove gli aspetti psicologici, sociali e culturali devono essere considerati insieme alla patologia organica, riconoscendo quell'unità della persona che sola permette la guarigione.

Il futuro della medicina in genere e ancor più nel campo dell'ostetricia e ginecologia richiede una visione della donna come soggetto a parte intera, con le sue emozioni, fantasmi e conflitti inconsci e non un insieme di organi.

In questo Studio vengono presi in considerazione diversi aspetti della psicosomatica in campo ginecologico e ostetrico, dalla adolescenza alla menopausa. Molte patologie di frequente riscontro in ostetricia ginecologia, dalla sindrome premestruale ai dolori ginecologici cronici, dalle difficoltà della contraccezione ai problemi sessuali, dalla sterilità ai disturbi del comportamento alimentare, dall'iperemesi in gravidanza alla minaccia di parto prematuro, trovano nuove modalità di affronto alla luce della psicosomatica.

Questo Sito non ha la pretesa di essere esaustivo e non può essere considerato un trattatto di medicina così come non può sostituitre la visita ginecologica vera e propria.

 

In pochi anni è profondamente cambiato il modo di vivere la gravidanza per una donna: si è passati dall’effettuare solo qualche esame generico del sangue e delle urine, ad altri molto più specifici e dettagliati. A partire dal sesso del bambino e a far vedere alle mamme l’origine della vita: i primi battiti del cuore, il sesso, le mani, i piedi e, addirittura, il volto. I genitori, dopo aver preso conoscenza del sesso del nascituro, chiamano per nome il figlio, modificando profondamente il rapporto “madre feto” a “madre figlio”.

D’altro canto l’eccesso di esami (ecografie, amniocentesi, e altri ) in gravidanza di coppie alla ricerca del figlio “perfetto” a volte già prima del concepimento (tecniche di fecondazione in vitro) hanno determinato un profondo mutamento nelle emozioni, nelle ansie e nei pensieri delle mamme in “attesa”.

Il rapporto medico-paziente è caratterizzato da diversi aspetti che riguardano un peculiare rapporto di professionalità e fiducia, nell’ambito del quale si innestano, per esempio, la richiesta del paziente di vedersi assistito e curato nella sua salute, l’offerta di una terapia, la formulazione di una diagnosi e così via. Proprio in relazione a ciascuno di tali profili, emergono le più diverse tematiche e problematiche di carattere medico-scientifico, psicologico, economico, particolarmente con riferimento all’aspetto della prestazione di assistenza sanitaria.

A questo proposito, il rapporto medico-paziente si configura come prestazione intellettuale la cui disciplina è contenuta nel codice civile agli artt. 2229 e seguenti.

Sebbene il codice preveda espressamente la fattispecie di "prestazione d’opera intellettuale" (art. 2230, c.c.), non risulta agevole definire in un quadro unitario la disciplina dell’esercizio delle professioni intellettuali.

La giurisprudenza ha proceduto all’applicazione al caso della responsabilità medica di due disposizioni aventi carattere generale e relative a tutte le professioni intellettuali: si tratta dell’art. 1176, secondo comma, c.c. che dispone che "nell’adempimento delle obbligazioni inerenti all’esercizio di una attività professionale la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell’attività esercitata", e dell’art. 2236 c.c. che dispone che "se la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, il prestatore d’opera non risponde dei danni, se non in caso di dolo o di colpa grave".

In linea generale, per affermare la responsabilità del medico nel determinare un danno alla persona del paziente, è necessaria la presenza di due elementi: da un lato, il nesso causale tra il comportamento del medico ed il danno subito dal paziente, dall’altro la condotta imputabile del medico stesso.

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