Edward Haiek - miodottore.it

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Una delle prime scoperte che gli uomini hanno fatto osservando la Natura è che la vita è capace di autoregolare e riparare se stessa. Da questa osservazione è nata una consapevolezza che nel detto di Ippocrate, considerato il padre della medicina della nostra civiltà, si sintetizza nella storica frase rivolta al medico: "Primum non nocere" che si può tradurre "per prima cosa non provocare danno attraverso l'atto terapeutico". A tale scopo risulta di vitale importanza una corretta e possibilmente completa anamnesi.

L'inventore di quella che poteva avere una parvenza di cartella clinica fu Ippocrate il quale osservò che per una buona riuscita delle cure fosse necessario osservare razionalmente i pazienti, annotarne i sintomi riferiti e rilevanti, le deduzioni in termini di diagnosi e le cure prescritte.

Un buon ginecologo, dopo aver chiesto il motivo principale della visita (controllo di routine o patologia specifica) deve porre attenzione a quattro forme di anamnesi; familiare, patologica remota, fisiologica e patologica prossima. Il medico inoltre deve chiedere sempre se la paziente abbia fatto esami recenti (meglio se documentati dalla paziente).

Come si deve preparare alla visita?

Preparando tutto in una cartellina il giorno prima: breve sintesi delle malattie familiari e personali, sintomi principali e decorso della malattia, se esiste una patologia in atto; esami, se già fatti, ordinati per tipo e data, segnata con l'evidenziatore; quesiti principali che desiderate porre al medico.

A quale età è bene iniziare le visite ginecologiche?

È bene iniziare quando si desidera il primo rapoorto sessuale, per programmare in modo intelligente la contraccezione. Se si hanno 24-25 anni, e non si sono avuti rapporti sessuali, è comunque saggio fare un controllo annuale o biennale, con pap-test, a meno che non vi siano problemi particolari che richiedono monitoraggi più frequenti.

 

Ginecologia: per saperne di più...